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I villini storici di Ostia vanno tutelati

Italia nostra si attiva per impedire la demolizione di villini storici a Roma e a Ostia

A scatenare gli ambientalisti ed i comitati cittadini contro la barbarie dell’abbattimento dei villini storici è stato il caso del quartiere Coppedè, dove al civico 3 di via Ticino a metà ottobre 2017 è stato demolito un palazzetto degli anni Trenta. Ma il problema riguarda anche costruzioni presenti a Ostia, in particolare al Centro Storico e sul Lungomare. Così nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea pubblica organizzata da Italia Nostra contro gli effetti del “Piano Casa” e delle successive normative, integrate nella nuova legge “Rigenerazione Urbana”, che aprono enormi varchi alla possibilità di demolire e ricostruire l’edilizia storica di Roma.

A partecipare al dibattito, conclusosi con l’approvazione di una mozione destinata alle istituzioni, tra gli altri sono state le associazioni Salviamo il Paesaggio, Carte in Regola, Amuse, Cittadinanza Attiva, Roma Tiberina, Gruppo dei Romanisti e Comitati cittadini tra i quali Salviamo Villa Paolina, Piazza Caprera, Villa Blanc, Amo il quartiere Trieste, Delle Vittorie, Acilia Sud, Coppedé ed eminenti esponenti del mondo della cultura e conservazione dei Beni Culturali.

“Dopo un lungo e approfondito dibattito – comunica Italia Nostra – l’Assemblea ha deliberato di chiedere alle Istituzioni competenti e responsabili in materia (Ministro Beni Culturali Dario Franceschini, Presidente Regione Lazio Nicola Zingaretti, Sindaco Comune di Roma Virginia Raggi, Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Francesco Prosperetti, Assessore Urbanistica Regione Lazio Michele Civita e Assessore Urbanistica del Comune di Roma Luca Montuori) quanto segue:

1) Attivare con estrema urgenza tutti gli strumenti previsti dalle normative di tutela dei beni architettonici e paesaggistici: tutele ex Titoli I e II dlgs 42/04 con particolare riferimento all’art.136; Art. 10 comma 4 lettera G per i prospetti vincolati ope legis degli spazi pubblici aperti fino ad eventuale verifica negativa, per impedire la demolizione di singoli edifici e l’alterazione dei loro contesti storici nella città consolidata. Strumenti che devono essere efficaci ad intervenire su quanto già in atto e determinato.

2) Ampliare le zone da tutelare nel Comune di Roma ed introdurre in esse le normative della Zona A Centro Storico al fine di impedire le demolizioni e successive ricostruzioni con aumento di cubatura giustificate solo dalla consistente rendita immobiliare. Nelle more di quanto sopra, l’Assemblea chiede che il Comune di Roma e la Regione sospendano tutti i procedimenti in corso e che si renda immediatamente noto alla cittadinanza l’elenco dei titoli già concessi nonché di quelli in itinere”.

“Italia Nostra Roma ribadisce, con forza, che la devastazione del tessuto storico di Roma e dei suoi quartieri più preziosi deve essere fermata immediatamente – conclude la nota – Italia Nostra Roma chiede il coinvolgimento di istituzioni internazionali quali l’Icomos che è organismo dell’Unesco. Ci sono già tutti gli strumenti per fermare le demolizioni nelle zone più pregiate di Roma. Italia Nostra Roma, Associazioni, Comitati e singoli cittadini vogliono dalle Istituzioni atti concreti e non parole dette a mezza bocca alimentando, così, il balletto dello scaricabarile».

L’appello riguarda anche i villini liberty di Ostia, concentrati sul lungomare e nel Centro Storico. L’ultimo dei casi a rischio è quello di Villa Egle, l’edificio appartenuto al medico Antici , un edificio degli anni Trenta messo in vendita e per il quale il nuovo acquirente potrebbe richiedere l’autorizzazione a demolire e a ricostruire in chiave moderna com’è successo alcuni decenni fa per la Pensione Maria (oggi il Palazzo di vetro in lungomare Paolo Toscanelli) e per la palazzina di fianco a Villa Egle, al civico 34 di lungomare Toscanelli.

di Giulio Mancini

Giovedì 15 febbraio 2018

da www.ilfaronline.it