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Potature fatte male sulla Cristoforo Colombo?

Da qualche giorno i giardinieri incaricati dal Comune stanno effettuando potature non corrette sui pini della Cristoforo Colombo

da www.ilfaroonline.it

Leonardo Perronace, ex presidente provinciale dell’Ordine dei Periti agrari ed esperto di arboricoltura, ha lanciato questo allarme. Tutto è iniziato con le foto degli alberi potati che alcuni automobilisti, ed in particolare l’arboricoltura Jacopo Lodi, hanno postato sui social. Da queste foto si vede bene che la tecnica adottata è sbagliata e mette a repentaglio la sopravvivenza della pianta ma anche l’incolumità di chi percorre la via Cristoforo Colombo: in questo modo le radici si indeboliscono e la forza del vento ha più possibilità di spezzare i rami.

“Partiamo dal presupposto che la potatura degli alberi – è la premessa di Perronace – deve essere rispettosa della loro forma naturale: una chioma si costruisce seguendo uno specifico progetto naturale guidato dal DNA della specie e quindi dell’individuo. Ogni asportazione di rami mette in confusione l’equilibrio ormonale che sottintende alla costruzione della chioma. Inoltre, va ricordato che vi è un legame diretto tra rami e radici: l’eliminazione di vaste parti di chioma costringerà l’albero ad una riduzione dell’apparato radicale e a uno sforzo per il recupero della forma iniziale“.

Uno dei pini che hanno la chioma svuotata, tecnica che espone a gravi rischi l’albero e, di conseguenza, chi transita sulla Colombo

“Questi interventi – è il nocciolo della questione secondo Perronace – oltre a rendere brutti gli alberi, sono deleteri perché coinvolgono oltre il 30% della superficie che può operare la fotosintesi e pertanto costringono gli alberi a enormi sforzi di recupero energetico, che non sempre sono tollerati. Da un punto di vista meccanico e dinamico nei confronti delle avversità meteoriche, è ormai acclarato (prove nella tunnel del vento) che gli alberi meno potati sono quelli che resistono meglio (dissipano meglio l’energia del vento). In particolare i Pinus pinea hanno la caratteristica forma di elissoide di rotazione (Perronace 2015) che permette all’albero di essere non attraversato ma ‘ignorato’ dal vento. Potature e svuotamenti non permettono questo fluire intorno del vento senza conseguenza. Quindi, se ‘svuotati’ si formano aperture che danno luogo a mulinelli e turbolenze: movimenti che si contrappongono alla spinta del vento e possono generare torsioni (Twist) del pino che facilitano la rottura dell’equilibrio meccanico radicale e la possibile caduta dell’albero“.

C’è poi un non secondario aspetto biologico. “Se l’intento è quello di ‘aumentare’ l’irraggiamento interno alla chioma per sconfiggere la Toumeyella parvicornis (parassita che infesta i pini di Roma) – conclude Leonardo Perronace – dobbiamo sottolineare come questa sia una pratica da stigmatizzare. Togliere la maggior parte dei rami esposti al sole per ‘irradiare’ quelli interni, infatti, è un errore biologico a prescindere: la guarigione dell’albero, infatti, dipende dal buono stato di salute dell’organismo“.

da www.ilfaroonline.it

di Giulio Mancini

Martedì 4 dicembre 2019