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Ostia, la spiaggia per cani accessibile anche ai normali bagnanti

Il chiarimento sull’uso del Freedog Village arriva dalla presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo, nel corso della Commissione Ambiente

foto da www.youtube.com

I bagnanti comuni, anche senza cani a seguito, possono accedere e usufruire della spiaggia libera Freedog Village di lungomare Duca degli Abruzzi. E possono portare con loro anche le attrezzature balneari come ombrellone e lettini.

Il chiarimento arriva direttamente dalla presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo, che questa mattina è intervenuta n ella seduta della Commissione consiliare Ambiente convocata sul tema delle spiagge libere e delle concessioni demaniali.

Riguardo al Freedog Village, “tutti possono accedere liberamente – chiarisce Di Pillo – Non è che per accedere all’area cani bisogna avere per forza il cane con sé. Gli animali devono stare al guinzaglio, deve essere controllato. E’ scritto proprio nel regolamento. Non è una spiaggia per i cani, è una spiaggia libera sulla quale può accedere il padrone con il cane. Se c’è il cane il gestore assicura la ciotola dell’acqua. I bagnanti possono fruire dell’arenile anche portandosi ombrellone, sdraio e lettino. Certo, non si può giocare a palla dal momento in cui ci sono cani pure al guinzaglio si mettono a correre dietro alla palla”.

La minisindaca ha anche anticipato la volontà di migliorare il resto delle spiagge libere di Ostia Ponente. “Sto cercando di trovare il modo, spero di riuscire, questa estate di trasportare la sabbia del canale dei pescatori per allungare la battigia sulle altre spiagge di Ponente – segnala Di Pillo – la sabbia è già stata analizzata e reputata idonea per il riversamento sulle rive”.

Nel corso della Commissione è stato chiarita anche la ragione per la quale il chiosco dell’Happy Surf non è stato demolito. Dopo l’annullamento del bando 2013 degli affidamenti dei servizi balneari sulle spiagge libere, sono state inviate le richieste degli indennizzi agli ex affidatari. E’ arrivata una nota dell’avvocato di quel gestore di accertamento tecnico preventivo da parte del Tribunale rispetto a quella struttura. Il consulente è stato nominato dal Tribunale e per consentire la perizia si è fermata la demolizione. Il mancato abbattimento non si deve, dunque, ad un problema di fondi ma di questo contenzioso in corso.

Di Giulio Mancini

Da http://www.ilfaroonline.it