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Da Ostia antica al Politecnico del Mare: dal Governo 40,5 milioni di euro per il patrimonio culturale

I fondi Cipe andranno a finanziare tre interventi sul territorio romano.

foto di Federica Sequi

Tre interventi per un totale di 40,5 milioni di euro. Roma e il Lazio sono tra i destinatari del piano investimenti da 740 milioni approvato oggi dal Cipe per realizzare 59 interventi sul patrimonio culturale italiano. “Il piano del Mibact approvato oggi dal Cipe – spiega il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini – sosterrà nuovi interventi di quel ‘cantiere cultura Italia’ avviato quattro anni fa per recuperare un colpevole ritardo nell’adempimento dell’articolo 9 della Costituzione che investe la Repubblica del compito di salvaguardare il patrimonio culturale e paesaggistico della nazione”.

Dei 40,5 milioni di euro dedicati a Roma e Lazio, 32 milioni andranno per la messa in atto del Grande progetto OstiaOstia Antica fa la parte del leone con 32 milioni di euro;  8 milioni di euro sono destinati  alla creazione del Politecnico del mare a Ostia, un campus universitario a servizio dell’istituzione del nuovo corso di laurea dell’Università Roma Tre in Ingegneria delle tecnologie per il mare e del polo universitario di Ostia;  500mila euro invece destinati  al  restauro e alla valorizzazione del Museo del Genio a Roma.

“Finalmente uno stanziamento straordinario che premia non soltanto l’attivita’ frenetica degli ultimi tempi, ma anche il riconoscimento delle potenzialita’ di una grande citta’ romana. Ostia e’ tornata, ed e’ tornata piu’ viva che mai”. E’ soddisfatta Mariarosaria Barbera, appassionato direttore del Parco archeologico di Ostia Antica che da oggi e’ ufficialmente destinatario di 32 milioni di euro stanziati dal Cipe su proposta del ministero dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo. Il progetto è stato fortemente voluto da Franceschini sulla scia del successo del Grande progetto Pompei. “Pompei e’ una grande e bella citta’ romana- dice Barbera- e Ostia e’ una grande e bella citta’ romana che e’ anche il biglietto da visita della Roma imperiale, oltre a essere il piu’ grandioso sistema portuale e commerciale dell’intero Mediterraneo antico. Insieme con Portus, rappresenta tutto il sistema portuale a servizio dei commerci e delle idee che circolavano nell’intero Mediterraneo”. E se per il direttore, dirigente archeologo di lungo corso del Mibact, Ostia “e’ una citta’ di inclusione, di decorazioni pittoriche, mosaici e grandi architetture pubbliche e private”, Portus “e’ la sede di un grande palazzo imperiale dove si svolgevano moltissime attivita’ e dove nel 2019 restituiremo alla fruizione il Museo delle navi, che avra’ anche un percorso multimediale”.

A Ostia dunque, ripartiranno i restauri, dopo l’ultima campagna che risale agli anni Settanta e Ottanta, ma anche gli scavi. “Ricordo che la superficie del sito di Ostia Antica e’ di 84 ettari, quindi stiamo parlando di dimensioni enormi- specifica Barbera- e con i fondi in arrivo potremo riprendere la ricerca, dal momento che non si scava piu’, se non in maniera molto episodica, da decine di anni. Tra l’altro, gli ultimi interventi furono piu’ che altro sterri effettuati fino agli anni Quaranta del secolo scorso, quando si perse deliberatamente tutta la fase tardo antica”. Dunque, “c’e’ una Ostia che va dal III al V secolo dopo Cristo che e’ ancora misteriosa, ma adesso abbiamo gli strumenti critici e i metodi di scavo per indagarla con una scientificita’ maggiore”.

Non solo scavi, il Grande progetto Ostia permettera’ anche di puntare sulla valorizzazione. “Sara’ un sito piu’ gradevole- dice Barbera- con punti di sosta per il pubblico che potra’ godere anche delle visite con la realta’ aumentata e il 3D. Intendiamo usare tutto quello che la tecnologia scientificamente governata mette a disposizione per avvicinare i visitatori ai monumenti”. L’idea e’ di puntare anche a far conoscere Isola Sacra, “la piu’ grande necropoli romana del Mediterraneo con 200 tombe monumentali. A oggi la vedono in pochissimi, e invece e’ una grande architettura, con mosaici e affreschi. Se si vuole capire veramente l’evoluzione di Roma dall’eta’ repubblicana al quinto secolo dopo Cristo bisogna venire a Ostia– conclude il direttore- perche’ e’ qui che per nove secoli si e’ dipanata senza interruzioni la storia di Roma e del suo avamposto verso il Mediterraneo”.

Giovedì 1 marzo 2018

da www.dire.it