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L’associazione LaboraStoria e il ponte di Matidia a Isola Sacra

I volontari dell’associazione LaboraStoria, già da anni impegnata attivamente sul territorio nella valorizzazione del patrimonio culturale di Fiumicino, hanno organizzato per l’anno in corso, quattro giornate, sotto forma di flash-mob, per sottrarre l’area delle Terme di Matidia al degrado in cui versa e restituire alla cittadinanza un sito dal forte valore archeologico e storico.

I rinvenimenti archeologici, grazie agli scavi negli anni 70, hanno riportato alla luce gran parte dei tesori archeologici dell’Isola Sacra. Dati epigrafici attribuiscono l’edificazione a Matidia (68-119 d.C.) nipote di Traiano e suocera di Adriano. Tra le edificazioni ritrovate emerge proprio il complesso termale, detto di Matidia, che si trova nella zona di via Redipuglia.

Tra il 1972 e il 1979, a nord-ovest della Basilica di S. Ippolito, sono stati compiuti degli scavi, in seguito ad uno sbancamento della golena d’argine eseguiti dal Genio Civile. I saggi permisero di individuare tra l’altro i resti di un ponte tra le due sponde della fossa e definire il tracciato della strada per Ostia.

I numerosi rinvenimenti archeologici confermano il carattere abitativo del settore prospiciente la riva sinistra della Fossa Traiana. Di grande interesse è stato il ritrovamento di strutture risalenti al II-III secolo d.C., di buona estensione e notevole pregio esecutivo e decorativo, consistenti in un complesso di ambienti disposti ai lati del tratto della via Severiana, in coincidenza dei resti del ponte che, scavalcando il canale artificiale traianeo, collegava l’Isola Sacra con Porto. Dati epigrafici attribuiscono l’edificazione a Matidia ( 68-119 d.C.) nipote di Traiano e suocera di Adriano. Gli ambienti disposti lungo la sponda sinistra risalgono alla prima metà del II secolo d.C. e la loro funzione potrebbe essere stata quella di una statio per i pagamenti daziari, legata all’attraversamento del ponte ed al notevole traffico fluviale che si svolgeva lungo le rive.

In relazione a tale attività vanno considerate le evidenze archeologiche, in particolare il complesso termale, detto di Matidia per la vicinanza al ponte omonimo.

Un primo periodo costruttivo risale alla metà del II secolo d.C., mentre ampliamenti successivi portarono l’edificio ad assumere, nel corso del III-IV secolo d.C. l’aspetto attuale.

Le Terme, di impianto adrianeo ma utilizzate perlomeno fino al VI secolo, si organizzano intorno ad un vasto salone sui lati del quale si affacciano ambienti con diverse funzioni: sul lato settentrionale le botteghe (tabernae) , su quello meridionale un deposito (dolia defossa), mentre su quello occidentale si dispongono gli ambienti termali veri e propri ed il sottostante corridoio di servizio.

L’impianto delle terme è essenziale, articolato secondo lo schema di base calidario-tepidario-frigidario, con le vasche prevalentemente absidate a movimentare il complesso sia all’interno sia all’esterno. Di interesse risulta il sistema idraulico e dei servizi, con l’alloggiamento della noria per il rifornimento dell’acqua alle spalle della vasca nord del frigidario, più vicina al canale.

L’area archeologica è raggiungibile sia dalla superstrada per l’aeroporto sia dalla periferia est di Fiumicino (via Redipuglia), ma purtroppo giace in stato di abbandono e coperta da rovi.

Martedì 12 marzo 2019