Siti Archeologici

Porto di Traiano

Portus, Sala delle Colonnacce - foto di Federica Sequi
Portus, Sala delle Colonnacce - Foto di Federica Sequi

Dopo la costruzione del Porto di Claudio, inaugurato nel 64 d.C., le accresciute esigenze di rifornimento di Roma imposero la realizzazione di un nuovo bacino portuale costruito dall'Imperatore Traiano.Il nuovo porto di forma esagonale fu collegato con un nuovo canale al Tevere in modo da facilitare il trasferimento delle derrate a Roma.
La costa oggi dista circa 3 Km dall'impianto antico di Portus, che si trova stretto in mezzo alle infrastrutture dell'Aereoporto, alla rete dei percorsi stradali e autostradali, all'avanzamento dell'urbanizzazione. In questo contesto, l'area archeologica costituisce un'oasi inattesa anche sotto il profilo naturalistico, grazie alla presenza di aree umide e ricca vegetazione.
L'estensione della città antica si può calcolare intorno ai 65 ettari per il periodo successivo alla costruzione del circuito murario, cioè per il V secolo.La zona in proprietà demaniale (32 ettari) comprende solo una parte della città antica di Portus essendo l'esagono e tutto il suburbio ancora in proprietà privata.

Indirizzo: Via Portuense, 2360 - 00054 Fiumicino

Telefono: 06 65 29 192

Per info e prenotazioni:
info@navigareilteritorio.it
prenotazioni@navigareilterritorio.it

Mob. 337 11 75 780

Orario estivo:
dal 22 aprile al 2 luglio e dal 2 settembre al 26 novembre 2017 9:30-18:00

Necropoli di porto

Necropoli di Porto - foto di Federica Sequi
Necropoli di Porto - foto di Federica Sequi

La necropoli fu individuata nel 1925 in occasione della bonifica dell’Isola Sacra. Altri scavi condotti negli anni successivi hanno portato alla luce l’intera necropoli, estesa per 400 m e composta da circa centocinquanta sepolcri, due terzi dei quali, relativi al nucleo meridionale, attualmente visibili. L’occupazione della necropoli iniziò poco dopo la creazione del porto di Claudio (inaugurato da Nerone) e del relativo insediamento di Porto. Le tombe, che si addossano a schiera le une alle altre a formare dei gruppi separati da sentieri e aree libere, sono disposte lungo i due lati di una strada, probabilmente di età traianea, che collegava Porto ad Ostia. Il tipo più diffuso è la tomba familiare a camera quadrata, con un recinto antistante la cella. Le facciate, in opera laterizia, sono ornate da lesene e presentano timpani triangolari e cornici che inquadrano le iscrizioni funerarie. All’interno, nella parte alta delle pareti sono le nicchie per le urne cinerarie, mentre nella parte bassa sono presenti arcosoli per le inumazioni. I pavimenti sono a mosaico, mentre le pareti e le volte sono decorate con pitture e stucchi. Col tempo il rito misto lascia il posto alla sola inumazione, tanto che le tombe del III secolo lungo la strada presentano solo arcosoli. La scarsità di spazio disponibile portò a riutilizzare, soprattutto nel IV e V secolo, le tombe già esistenti. Dalle iscrizioni e dai rilievi in terracotta posti sulle facciate ed indicanti il mestiere del defunto, sappiamo che la necropoli era destinata ad un ceto medio di artigiani, bottegai e commercianti; non sono presenti personaggi d’alto rango, ed anche i liberti e gli schiavi sembrano costituire una minoranza. L’elemento cristiano è rappresentato soltanto da tre iscrizioni ed un sarcofago; sappiamo infatti che il cimitero cristiano di Porto era a Capo Due Rami.

Indirizzo: Via di Monte Spinoncia, 52 - 00054 (RM)

Tel. 06 65 83 888

Fax 06 56 51 500

Mail ostia@beniculturali.it  -  sbao-osan@beniculturali.it

Ingresso:  gratuito, Prenotazione telefonica obbligatoria al 06 65 83 888 e conferma via fax 06 56 51 500 

Orari
Mattina: giovedì e sabato e prima domenica del mese; 
Pomeriggio: terza domenica del mese;
Chiuso: il 25 dicembre, il 1° gennaio.

Scavi archeologici di Ostia Antica

Scavi di Ostia Antica - foto di Federica Sequi
Scavi di Ostia Antica - Foto di Federica Sequi

I resti dell’antica Ostia si inseriscono in un contesto geografico e territoriale molto diverso da quello antico: infatti in età romana il Tevere costeggiava il lato settentrionale dell’abitato, mentre ora ne tocca solo in minima parte un tratto del settore occidentale, essendo stato il suo letto trascinato a valle da una rovinosa e famosa alluvione, nel 1557; inoltre la linea di costa, in origine vicina alla città, risulta attualmente distante di circa 4 km, per l’avanzata della terraferma dovuta ai detriti lasciati dal fiume negli ultimi 2.000 anni. Ostia era quindi una città sorta – con un suo porto fluviale – sul mare e sul fiume, e questa sua particolare posizione ne determinò l’importanza attraverso i secoli sotto il profilo strategico -militare e sotto quello economico.

Un’antica tradizione ne attribuiva la fondazione al quarto re di Roma, Anco Marzio, intorno al 620 a.C., per lo sfruttamento delle saline alla foce del Tevere (da cui il nome Ostia, da ostium = imboccatura). I resti più antichi sono rappresentati da un fortilizio (castrum) in blocchi di tufo costruito dai coloni romani nella seconda metà del IV secolo a.C., con scopi esclusivamente militari, per il controllo della foce del Tevere e della costa laziale. Successivamente, soprattutto dopo il II secolo a.C., (quando Roma aveva ormai il predominio su tutto il Mediterraneo), cominciò a venir meno la funzione militare della città, destinata a diventare in poco tempo il principale emporio commerciale della capitale.

Indirizzo: Viale dei Romagnoli 717 - 00119 (RM)

Biglietteria: 06 56 35 02 15

Bookshop e Visite Guidate: 06 56 35 28 30

Caffetteria: 06 56 35 00 08

Mail: ostiaantica.info@beniculturali.it

Biglietti
Intero € 8,00
Ridotto € 4,00 per persone tra i 18 ed i 25 anni e docenti
(tutti facenti parte della Comunità Europea e con un documento che certifichi o l'età o la professione)
Gratuito la prima domenica di ogni mese

Necropoli della Via Laurentina

Necropoli della via Laurentina - Foto di F. Sequi
Necropoli della via Laurentina - foto di F. Sequi

La necropoli, già nota nell'Ottocento, fu scavata da Guido Calza nel primo trentennio del secolo scorso. Il nucleo del complesso messo in luce si sviluppa all'incrocio tra la via Laurentina ed una strada che corre in direzione est-ovest. Risalente nella sua prima fase all'età repubblicana, la necropoli venne utilizzata fino al terzo secolo d.C. Continue infiltrazioni d'acqua dal sottosuolo resero necessario un rialzamento del livello del sepolcreto, così che le tombe più recenti si sovrapposero alle più antiche sfruttandone spesso le fondazioni. La tipologia delle costruzioni si adatta alle necessità del culto e riflette il variare degli usi e costumi funerari. Il rito dell'incinerazione, prevalente tra la fine della Repubblica e l'età claudia, viene gradatamente soppiantato da quello dell'inumazione con vistose variazioni nell'uso degli spazi interni delle celle. Particolarmente varie sono le testimonianze pertinenti alla sepoltura per incinerazione con monumenti in opera quadrata, recinti a cielo aperto, tombe a camera internamente occupate da nicchie destinate ad accogliere, in olle di terracotta, le ceneri del defunto che poteva essere bruciato direttamente sul posto in speciali recinti dai bordi arrotondati (ustrina). I cortili ospitavano spesso pozzi per l'acqua, piani per la cottura dei cibi e banconi destinati a cerimonie e banchetti rituali. Come avviene anche in altre necropoli il graduale prevalere del rito inumatorio su quello incineratorio portò verso un'architettura meno capricciosa e più severa, con l'allinearsi, nelle tombe più tarde, in genere poste su livelli più alti di occupazione, di arcosoli destinati ad accogliere il defunto, deposto a volte in sarcofagi di marmo o di materie meno pregiate come la terracotta. La necropoli conserva numerose iscrizioni pertinenti ai defunti, per lo più ricchi liberti, una classe che a partire dal primo periodo imperiale andò assumendo sempre più potere economico, qui testimoniato dalla ricercatezza di alcune sepolture. Molte pitture decoravano le tombe, alcune delle quali confluite nelle raccolte vaticane e nel Museo archeologico di Ostia. Poche ne rimangono sul posto a testimonianza di quell'unione tra architettura e decorazione che consente di valutare l'unitarietà del progetto voluto dai committenti e di penetrare all'interno di usi e credenze.

Orari 9:00-13:00 (visitabile solo su prenotazione)

Biglietto gratuito

Basilica di S. Ippolito e Antiquarium

Basiica di S. Ippolito - Foto Tripadvisor
Basilica di S. Ippolito - foto tripadvisor

La Basilica di S. Ippolito fu riportata alla luce agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, presso il canale di Fiumicino (antica fossa Traiana) nell’Isola Sacra. Costruita tra la fine del IV e gli inizi del V secolo, è la Basilica paleocristiana più importante del suburbio portuense. Sorge su di un edificio termale d’età romana di cui restano degli ambienti e in particolare alcune cisterne per l’acqua.

La basilica a tre navate con abside, conserva tracce della cattedra episcopale e del battistero costruito in una fase successiva. Essa fu utilizzata durante il medioevo e venne abbandonata, con molta probabilità, nel secolo XV in seguito allo spopolamento della diocesi. All’interno della basilica sono stati rinvenuti resti di epigrafi e reperti scultorei di pregio che si conservano nel vicino Antiquarium, dove spicca, per importanza, il ciborio carolingio realizzato durante il pontificato di Leone III (795-816).

Indirizzo: Via Col Moschin - 00054 (RM)

Info e prenotazioni 06 56 35 80 54
Il personale di vigilanza svolge servizio di accoglienza al pubblico.

 

Orari (aperta solo su preventiva prenotazione)
9:30-13:30 il 1° giovedì e l'ultimo giovedì di ogni mese

Biglietto gratuito

Basilica e  Sepolcreto di Pianabella

Ricostruzione Basilica di Pianabella
Ricostruzione Basilica di Pianabella

La basilica si trova presso il moderno cimitero di Ostia, in una spianata contrassegnata dalla presenza di cinque dossi posti a distanze irregolari, corrispondenti ad antiche strade cimiteriali. Questa zona è infatti ricchissima di tombe di età imperiale, e costituì a partire dal II secolo d.C. l’espansione della vicina necropoli Laurentina. I dossi sarebbero formati dagli allineamenti delle tombe lungo le strade. Da questa zona provengono numerosi sarcofagi, ora al Museo Ostiense. La basilica cristiana è stata individuata nel 1976 ed è stata oggetto di recenti scavi.

Costruita tra la fine del IV e gli inizi del V secolo d.C. su un’area sepolcrale pagana, è costituita da un’unica navata preceduta da un portico. All’interno è un recinto funerario contenente cento sepolture a inumazione (formae) disposte su quattro ordini sovrapposti. Sepolture simili si trovano sotto il pavimento dell’abside. All’esterno sono state scavate numerose tombe pagane e cristiane, tagliate in parte dalla chiesa. L’edificio sembra essere stato utilizzato fino al VI secolo fino all’età carolingia (VIII-inizi IX secolo d.C.). Incerta è ancora oggi la sua identificazione; secondo alcuni studiosi si tratta della basilica dedicata ai SS. Pietro, Paolo e Giovanni, secondo altri della basilica di S. Lorenzo.

Visita su richiesta alla Soprintendenza Archeologica di Ostia

Indirizzo: Via di Piana Bella - 00124 (RM)

Tel. 06 56 35 80 99

Fax  06 56 51 500

Mail soprintendenza.os@agora.stm.it

Villa Romana di Procoio

Villa romana di Procoio - foto di Lello's blog
Villa romana di Procoio - Foto di Lello's blog

Inserita in una pineta che marca il confine della linea di costa in età classica, la villa conserva testimonianze della continuità abitativa prospiciente il litorale che da Capocotta, Castel Porziano e Castel Fusano arriva alle foci del Tevere. Presenta ambienti abitativi e una grande terma privata.

Indirizzo: Via di Castel Fusano, s.n.c.

Non custodita, accessibile al pubblico all’interno della pineta di Procoio da Via di Castel Fusano

Mail: soprintendenza.os@agora.stm.it

La Villa della Palombara

Villa della Palombara - foto di Federica Sequi
Villa della Palombara - Foto di Federica Sequi

Erroneamente detta villa di Plinio il Giovane, ma in un secondo momento identificata come la Villa della Palombara, deve il suo nome alla presenza di un grande leccio utilizzato nel XIX secolo per la caccia ai “palombi”, si trova in una radura nel parco di Castel Fusano e dista attualmente quasi mezzo chilometro dal Mar Tirreno, mare che nell’antichità doveva essere molto più prossimo. Gli scavi archeologici furono iniziati nel 1713 dal Marchese Sacchetti in occasione dell’impianto della grande pineta e molti furono i danni e le spoliazioni occorse allora e nelle epoche immediatamente successive, cose che hanno probabilmente reso il sito meno ricco e promettente di quanto ci si possa aspettare da una grande villa romana.

Nel versante della Villa che si protende verso il mare si trovano i resti di un quadriportico cui appartiene un arco laterizio (ricostruito) unico elemento che spicca in elevazione nella parte pianeggiante del complesso. Ad una quota più alta del quadriportico si trovano le TERME con un pregevole mosaico rappresentante Nettuno circondato da fauna marina. Altri ambienti destinati all’abitazione o alla ricreazione degli ospiti si trovano numerosi in questo complesso. Secondo gli esperti la costruzione avvenne in tre fasi: la prima in epoca giulio-claudia, la seconda (ingrandimento della villa) tra fine I ed inizi II sec.d.C., la terza compresa tra l’era di Adriano e quella di Antonino Pio (117-161).

Nei pressi della Villa si trovano i resti di un tratto della via Severiana, via costiera che conduceva dalla città di Porto fino a Terracina, che l’imperatore Settimio Severo aveva creato ristrutturando e collegando vari tratti stradali preesistenti.

Indirizzo: Via della Villa di Plinio - Pineta di Castel Fusano

Attualmente non custodita, accessibile da via del Lido di Castel Porziano

Mail  soprintendenza.os@agora.stm.it

Area archeologica: Heroon di Enea, Santuario dei tredici altari, Chiesa di S. Maria della Vergine

Santuario dei XIII altari
Santuario dei XIII altari

Nella zona sud esterna alle mura di Lavinium, sono localizzati due importanti monumenti: il c.d. Heroon di Enea ed il Santuario dei Tredici Altari.

Nel 1968 è stato scavato un tumulo che ha restituito due strutture, di cui la più antica è una tomba a cassone con ricco corredo funerario databile al II quarto del VII secolo a.C. Il tumulo è stato ristrutturato alla fine del IV secolo a.C. inserendo la seconda struttura, dotata di una facciata monumentale .

Per le sue caratteristiche il complesso è stato identificato con l’Heroon di Enea descritto da Dionigi di Alicarnasso.

Il vicino Santuario dei Tredici Altari è formato da una serie di altari di tufo orientati ad est, sorti in un arco di tempo che inizia dalla metà del VI secolo e si conclude nel III secolo a.C. Notevole la quantità ed il tipo di offerte deposte che danno indicazioni significative sul rituale praticato nel santuario e sui contatti con le colonie greche dell’Italia meridionale.

A poca distanza si trova la chiesa di S. Maria delle Vigne, una piccola chiesa rurale del V secolo d.C.

Per la visita contattare il Museo di Lavinium

Indirizzo: Via di Pratica, 00071 Pomezia RM

Tel. e Fax : 06 91984744

Mail museo.lavinium@comune.pomezia.rm.it

Ultimo aggiornamento novembre 2017