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Chiude il Med a Ostia

Il Circolo Velico Ostia Lido Med, nato nel 1978, non c’è più. Da domani, giovedì 4 luglio, quello che in tutti questi anni è stato il concessionario, ovvero Fabrizio Fumagalli, restituirà l’area alla Capitaneria di Porto. Il X Municipio ha deciso che procederà alla demolizione delle strutture che, nel frattempo, sono state vandalizzate e occupate da abusivi.

E’ il triste epilogo di un’annosa inadempienza del Campidoglio nei confronti di un concessionario che ottenuti nel 1999 tutti i permessi a trasformare i vecchi container del Circolo Velico in una struttura fissa, non è riuscito in venti anni a ottenere il conseguente titolo edilizio. Che, per questo, nonostante le proroghe ad operare rilasciate di sei mesi in sei mesi proprio dal Comune di Roma, è considerato abusivo. Così, nel rispetto della recente sentenza del TAR Lazio, il 4 Luglio la società MEDNET srl riconsegnerà allo Stato la Concessione Demaniale Marittima dello Stabilimento Balneare Circolo Velico Med.

“Il dolore più grande che ho dovuto affrontare in questi mesi, non è la perdita del lavoro mio e della mia famiglia, ma l’essere additato come ‘abusivo’ anzi ‘il capo degli abusivi – spiega Fabrizio Fumagalli – Per questo motivo ho deciso di non oppormi all’ordine di riconsegnare allo Stato l’area in concessione e le strutture di facile rimozione del Med, riservandomi di proseguire nella difesa del mio operato e del mio buon nome attraverso un ricorso al Consiglio di Stato e se necessario, alla Corte di Giustizia Europea. In questi mesi ho riscoperto il valore di una grande Comunità, quella di Ostia, che ha continuato ad offrirmi segni di stima e sostegno, di questo ringrazio i mie concittadini”.

Nel corso di un’affollata conferenza stampa, Fumagalli ha sollevato perplessità e posto domande che restano senza risposta. “Vi chiedo – osserva – se è davvero credibile che si possa realizzare una struttura abusiva al centro della spiaggia di Roma senza il permesso dell’Amministrazione? E’ questo il ‘lungomuro’ che si vuole abbattere? Vogliamo tornare agli anni ’80 dove anche le cabine erano legittimamente in cemento armato? Questa vicenda personale, vuole essere un’occasione di confronto, sul tema attuale della Legalità e della valorizzazione della spiaggia di Roma. Vorrei ringraziare le Forze dell’Ordine e la Magistratura che hanno colpito con forza la delinquenza presente nel X Municipio di Roma, senza questa azione non potremo guardare con fiducia al futuro, mi auguro che questo livello di contrasto prosegua”.

“Chiarito che il rispetto della legge è un valore fondante e condiviso di una società moderna – aggiunge Fumagalli – trovo essenziale che ci sia collaborazione ed obiettivi condivisi tra l’Amministrazione e, nel nostro caso, le imprese balneari del territorio, questo è ancora difficilissimo, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il P.U.A., che da vent’anni ci viene presentato come la rivoluzione della spiaggia di Roma, è uno strumento marginale (il PUA del 2005, che conteneva i molti servizi necessari alla città, ponendosi l’obiettivo di recuperare ampi tratti di visuali libere (oltre il 50%) e accessi pubblici all’arenile, è stato disatteso dalla stessa Amministrazione – quello del 2013 dopo tre anni di gestazione non è mai stato approvato – ora nel 2018 ci raccontano una altra rivoluzione …) la vera rivoluzione la faremo solo e quando si deciderà, con i fatti (risorse, ricettività, viabilità verde, parcheggi, passeggiata, aree pedonali..) che quello di Ostia è il litorale turistico di Roma, non è una periferia della Città. Mi auguro che presto l’Amministrazione Capitolina si apra al confronto superando posizioni ideologiche e velleitarie, non comprendo come, in un Paese ricco di Piccole Imprese Familiari, si possa pensare che il futuro della spiaggia di Roma lo progetti una Grande Impresa Immobiliarista”. Il riferimento è al presunto accordo emerso nell’indagine sul nuovo Stadio della Roma, tra il capogruppo del M5S, Paolo Ferrara, ed il costruttore Luca Parnasi, affinchè quest’ultimo elaborasse un progetto di riqualificazione del lungomare di Ostia

“Le imprese balneari di Ostia – conclude Fumagalli – sono pronte ad adeguarsi ai bisogni della Società che cambia, ma come Imprese hanno bisogno di regole certe ed economicamente sostenibili. Il Sindacato Italiano Balneari ha offerto al Comune di Roma la sua collaborazione per aprire una fase nuova, che ci consenta di superare questa inutile e lacerante situazione di stallo, chiudendo definitivamente la stagione del ‘Lungomuro’”.

Solidarietà a Fumagalli ed al personale del Circolo Velico Med è stata espressa dalla presidentessa del Sib di Ostia, Rosella Pizzuti. “Siamo rispettosi dell’operato della magistratura – sottolinea Pizzuti – Non conosciamo le carte, anche perché questa amministrazione si rifiuta di incontrarci, ma crediamo che si stiano per buttare 40 anni di sacrifici e onesto lavoro per responsabilità che sono da ricercare altrove, non nella nostra categoria”.

Intanto i fabbricati del Med, che si trovano sulla spiaggia di Belvedere Carosio, sulla sponda sinistra del Canale dei Pescatori, sono stati fatti oggetto di ripetuti atti di vandalismo e sono stati occupati da soggetti senza titolo che ci abitano. Un destino, questo, comune allo stabilimento “La Casetta” occupato ormai da una ventina di senza fissa dimora immigrati.

da www.ilfaroonline.it

Mercoledì 4 luglio 2018