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Bando per l’assegnazione di Tor San Michele per un anno

Il MIBACT cerca l’associazione che gestirà gratis per un anno Tor San Michele.

foto da www.mapio.net

Tor San Michele, la torre medievale progettata la Michelangelo utilizzata in epoca moderna come torre di controllo dell’Idroscalo, tornerà a rivivere. Gratis e solo per un anno. Il Ministero per i beni e le attività culturali e turismo MIBACT, ha lanciato il bando per l’assegnazione del monumento ad un’associazione.

Dovranno pervenire prossimo le proposte di gestione di Tor San Michele da parte delle associazioni culturali o di volontariato interessate all’uso del monumento costruito nel 1568 e riaperto al pubblico nella giornata memorabile del 28 maggio 2017 dopo anni di abbandono. La durata della collaborazione è fissata in 12 mesi dal momento della sottoscrizione del documento di assegnazione. Il MIBACT pone precise condizioni per la gestione: l’associazione vincitrice “garantirà un servizio di apertura al pubblico e di attività didattica su prenotazione”, “le attività saranno svolte a titolo gratuito e garantite dall’associazione senza alcun onere a carico della Soprintendenza e senza alcun corrispettivo da parte dell’utenza” infine “l’associazione collaborerà con la Soprintendenza nell’organizzazione di manifestazioni culturali, garantendo i servizi di accompagnamento, assistenza e vigilanza anche durante lo svolgimento delle stesse”. Da parte della commissione di valutazione delle proposte pervenute, saranno valutate positivamente: “una proposta di tenere aperto il sito in giorni e orari stabiliti” e “proposte di iniziative che coinvolgano anche gli altri luoghi di interesse culturale presenti sul territorio”.

Il punteggio attribuito alle diverse proposte sarà assegnato in base a criteri ben precisi, il più importante dei quali (40 punti) è la qualità del progetto di gestione e fruizione. Al secondo posto (25 punti) “la formazione degli associati con riferimento all’ambito architettonico, storico-turistico, della comunicazione e ai titoli accademici”.

L’origine di Tor San Michele è stata recentemente svelata da un ricercatore di Ostia, Giovanni Mustazzolu, nel volumetto “La nascita di Ostia” che ha fatto risalire alla formazione dell’area alla foce sinistra del Tevere alla disastrosa piena del 15 settembre 1557. “L’insabbiamento della foce e l’immensa portata di piena, 4000 mc/sec, aveva trascinato con sé una gran massa di fango e i detriti che si depositarono sul basso fondale del mare fecero avanzare la linea di costa di circa mille metri” riferisce Mustazzolu. La costruzione della struttura, progettata nel 1559 da Michelangelo Buonarroti, fu terminata nel 1568, durante il pontificato di Pio V, da Giovanni Lippi, che subentrò al Buonarroti dopo la sua morte

Durante la vita dell’Idroscalo, dal 1919 agli eventi bellici, Tor San Michele fungeva da “radiofaro” ovvero da torre di controllo per lo scalo aereo. Come narrato sul volume “Ostia vista dall’alto” il 12 agosto 1933, al rientro in Italia della trasvolata atlantica condotta da Italo Balbo, la radiocronaca dell’evento fu effettuato dal leader del movimento culturale del Futurismo, Tommaso Marinetti.

Infine, la giornata del 28 maggio 2017  va ricordata come un evento storico: la riapertura di Tor San Michele dopo decenni di abbandono. Grazie ai volontari dell’associazione “Tor San Michele Ostium” il monumento è tornato a vivere per un giorno accogliendo tremila visitatori estasiati davanti alla sua bellezza ma anche indignati per la trascuratezza in cui versa. Non è chiaro nel bando di questi giorni se la torre verrà consegnata completamente risistemata: nell’occasione del 28 maggio, infatti, si è potuto costatare che mancano gli infissi alle finestre, gli impianti elettrici sono precari, i servizi igienici inutilizzabili.

di Giulio Mancini

Venerdì 9 febbraio 2018

da www.ilfaroonline.it