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Ad Ostia abbattute le prime cabine vicino al pontile.

Primo passo per abbattere il Lungomuro: accordo con Elmi

Cabine smontate per garantire la visibilità del mare. Ad Ostia sono iniziati i primi passi verso l'abbattimento del così detto Lungomuro. A partecipare a questa, storica, fase lo stabilimento Elmi, uno dei più vecchi lidi del litorale.
Dopo i sequestri a Castel Porziano e Capocotta, tornano i lavori sulle spiagge. Non si tratta però delle "ruspe della legalità" dell'allora sindaco Ignazio Marino ma l'inizio di una semplice operazione di smontaggio delle cabine, fase propedeutica al progetto che lo stabilimento Elmi ha presentato per il restyling del proprio impianto.
A curare il nuovo stile sono l'architetto Fabrizio Lentini e l'architetto Ernesto Iacangelo de 'Il Studio': "Quella dell'eliminazione delle cabine sarà una prima fase del progetto che, speriamo, possa essere completato entro aprile. Non stiamo facendo altro che attuare le norme previste del piano regolatore, anzi ci auguriamo anche anche altri stabilimenti ci contattino per risolvere le loro problematiche su questa faccenda".
Lo stabilimento, collaborativo nella vicenda, sta quindi provvedendo autonomamente ad abbattere cabine in legno, le docce e le ringhiere che ostruiscono la visuale. Tutto con spese a carico del gestore. Se l'abbattimento del Lungomuro parte dall'Elmi è perché il primo progetto di riduzione di cubature, proposto da concessionario balneare, è stato preso in considerazione dall'Amministrazione Comunale.
Esempio di come sono gli stessi imprenditori balneari che, se messi in condizione di procedere con un progetto di ammodernamento, potranno trasformare una crisi in opportunità, migliorando la propria attività ed adeguarla alle esigenze del momento. Come già annunciato, del resto, anche dal prefetto Domenico Vulpiani in commissione antimafia.
Per chi non si adeguerà alla legge, però, ci potrebbero essere demolizioni coatte: "Se i gestori degli stabilimenti non si adeguano abbatteremo il Lungomuro, naturalmente seguendo i tempi della legge. Abbiamo chiesto al Comune di Roma di mettere nel bilancio 2017 500mila euro per questo abbattimento. - ha sottolineato Vulpiani - C'è una battaglia forte tra noi organi amministrativi e i gestori degli stabilimenti, li abbiamo invitati a rispettare le regole e se non adempiono ci saranno procedimenti amministrativi di tipo giudiziario. Abbiamo inoltre istituito un fondo per l'abbattimento del Lungomuro e pensato a togliere il cemento e usare il legno in alcuni tratti".
Una visione, quella del litorale libero, condivisa anche dal Movimento 5 Stelle come conferma il capogruppo Paolo Ferrara, già consigliere del X Municipio proprio prima del commissariamento: "Vogliamo abbattere il cemento e ripristinare il rispetto della legalità per dare un nuovo aspetto al lungomare di Ostia. Stiamo lavorando al progetto di riqualificazione del litorale in collaborazione con il commissario Vulpiani, che ringrazio per l'impulso importante che sta dando con il suo lavoro alla realizzazione di un obiettivo comune. La nostra intenzione è abbattere il Lungomuro".
Se tutto procede come nelle intenzioni della Commissione Straordinaria e del Comune, entro aprile si potrà votare in Assemblea Capitolina un documento con le linee guida dell'intervento. Altri passi per abbattere il Lungomuro.

di Lorenzo Nicolini
25 febbraio 2017

da www.romatoday.it

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