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Capocotta "chiusa per ruspe": i frequentatori della spiaggia protestano sui social

Su Facebook gli utenti della fanpage I love Capocotta lanciano una iniziativa: "Il 17 aprile saremo sulla spiaggia perché le nostre voci non debbono tacere finché tutto questo scempio non sarà finito"

Esercito, ruspe e spiagge vuote. La Pasqua appena passata, come previsto, non ha registrato il pienone sulle spiagge del litorale. Ad Ostia e Castel Porziano i ristoranti hanno lavorato, ma in pochi si sono riversati sul lido per il consueto pranzo al sacco sulla sabbia.

L'allarme rosso è scattato invece a Capocotta. La storica spiaggia libera dei romani è al centro dell'occhio del ciclone e, nel prossimo mese, sono in programma altri abbattimenti di manufatti abusivi, con tanto di esercito e ritorno delle ruspe.
Azioni, forti, che gettano però un punto interrogativo sulla prossima estate tanto che, su Facebook, ha preso piede la fanpage I love Capocotta, una pagina "creata spontaneamente da frequentatori ed appassionati di Capocotta" e non gestita dai gestori dei gestori si legge.
E' una pagina che chiama "all'azione per mantenere il carattere di spiaggia libera ed accessibile a tutti con la possibilità di fruire di servizi come è stato finora". Lì, i frequentatori hanno lanciato un messaggio chiaro: "Capocotta è chiusa per ruspe, riprendiamocela", tanto da indire una manifestazione sulla spiaggia per il prossimo 17 aprile dal nome 'Il grande abbraccio'.
"Cari amici di Capocotta l'ora della riscossa è vicina. Il vostro amore, il vostro dolore, la vostra sofferenza per le ingiustizie perpetrate dall'amministrazione per la privazione che noi tutti subiamo di questo magico luogo stanno facendo un lento lavoro, erodendo le certezze sulla giustizia sul concetto di una applicazione cieca e crudele della legalità, a prescindere dalle conseguenze che noi tutti ed il luogo subiamo. - si legge in un messaggio dei frequentatori - Questa piccola iniziativa sta scalzando le certezze dei commissari. Non ci toglieranno anche Capocotta, il simbolo di una natura vivibile, libera e gratuita per tutti noi che con civiltà ne vogliamo usufruire. Non spegneranno il nostro grido finché non ce la ridaranno con la possibilità di poterla vivere come in un paese civile, preservata e custodita da coloro che l'hanno protetta sino ad oggi e che hanno fatto in modo che tutti avessero la possibilità di accedervi certi della propria sicurezza e del proprio benessere, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Capocotta è la spiaggia di tutti".
Nei giorni scorsi sono stati effettuati sopralluoghi sulle spiagge per programmare l'operazione di demolizione dei sei manufatti abusivi sequestrati nelle scorse settimane dal X Gruppo Mare. Da Zagaja, Porto di Enea, Oasi Naturista, Mecs e Mediterranea, tutti sequestrati l'11 febbraio. A gennaio toccò al Settimo Cielo.

29 marzo 2016
di Lorenzo Nicolini
da www. romatoday.it

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