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Axa, omicidio del gioielliere Lenzi.

In manette la colf rumena

Dopo otto anni si sono ufficialmente aperte le porte del carcere per Laura Adriana Covalschi la 37enne colf rumena ritenuta colpevole dell’accusa di “concorso anomalo nell’omicidio, rapina e violazione di domicilio” per il brutale assassinio del gioielliere Francesco Lenzi, 50 anni, ucciso all’Axa nel corso dell’assalto alla sua villa in via Tespi. Le manette sono scattate nei giorni scorsi per la donna che è stata portata a Rebibbia dove dovrà scontare 15 anni di carcere. Da anni, in attesa del pronunciamento della III Corte d’assise d’appello, chiamata a un nuovo giudizio di secondo grado dalla Cassazione, la donna era libera con l’unica limitazione imposta dall’obbligo di firma giornaliero in una caserma vicino casa. Secondo quanto stabilito dai magistrati la colf – assistita dall’avvocato Roberto Porcaro – avrebbe avuto un ruolo attivo nell’omicidio del gioielliere e non solo come precedentemente affermato solo nella rapina. La donna era stata condannata a 16 anni di reclusine in primo grado; in appello, però, era stata assolta dall’accusa di concorso in omicidio e condannata a cinque anni e mezzo di carcere per la sola accusa di rapina. Una sentenza annullata lo scorso 8 aprile dalla Cassazione limitatamente al reato più grave.
L’assalto era stato realizzato la mattina del 25 novembre del 2008 da una banda di rumeni. I banditi, secondo la ricostruzione del pm Stefano Rocco Fava, raggiunsero l’abitazione del gioielliere, bussarono alla porta e, qui furono fatti entrare dalla domestica. Una volta in casa aggredirono il gioielliere con l’obiettivo di farsi aprire la cassaforte ed impossessarsi dei gioielli custoditi in casa. Quelli che seguirono furono minuti di estrema violenza. Lenzi fu trovato senza abiti, ferito alla testa e con polsi e caviglie legati da nastro adesivo. Nel corso del brutale assalto l’uomo venne ripetutamente torturato con un apparecchio che emetteva scariche elettriche. I carabinieri intervennero dopo la segnalazione di un ferito all’interno della villetta ma quando arrivarono all’Axa si trovarono davanti al corpo martorizzato del commerciante. I componenti della banda, domestica compresa, sparirono subito dopo il colpo. I mesi seguenti furono segnati da una caccia all’uomo a livello internazionale che permise di rintracciare i componenti dell’organizzazione. La Covalschi venne estradata dalla Romania nel 2010.

1 febbraio 2016
da www.ostia.newsgo.it

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