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Roma, ex manager Enav Testa condannato per reati ambientali a Casal Palocco

L'ex manager di Enav era già finito al centro di un'inchiesta per corruzione

Mentre è sul banco degli imputati per il maxi processo "Mafia Capitale", Fabrizio Franco Testa incassa una condanna per reati ambientali. L'ex manager di Enav era già finito al centro di un'inchiesta per corruzione in merito agli appalti poco trasparenti dell'ente nazionale di assistenza al volo. Ora, è considerato dagli inquirenti un uomo di fiducia del boss Massimo Carminati, capo indiscusso della cupola di malaffare che per anni ha tenuto sotto scacco Roma infiltrandosi ai piani alti della pubblica amministrazione. Ma non è tutto: Testa dovrà scontare 10 mesi di reclusione, per irregolarità che risalgono al 2011, quando era presidente del Consorzio Casalpalocco. Il manager è finito a giudizio insieme a Mario Nigro, ex legale rappresentante della ditta "Ecoflora2", anche lui condannato a 10 mesi. Secondo la contestazione della Procura, Testa avrebbe affidato i lavori di bonifica di una discarica all'azienda di Nigro che, però, sarebbe stata priva della necessaria iscrizione all'albo dei gestori ambientali. Gli imputati, inoltre, avrebbero svolto abusivamente operazioni di smaltimento d'immondizia. Come si legge negli atti, Testa e Nigro, in concorso tra loro, avrebbero effettuato «un'attività di raccolta, recupero e smaltimento rifiuti in assenza delle autorizzazioni richieste». Avrebbero anche «omesso di effettuare la comunicazione di contaminazione del sito - già accertata dal dicembre 2010 - nelle forme e nei tempi previsti». Nei confronti dei due, la Procura ipotizzava anche il reato di truffa, per aver stilato «con artifizi e raggiri» un contratto d'appalto irregolare del valore di 4 milioni di euro. Parte lesa, sarebbero stati i consorziati che, come è scritto nel capo d'imputazione, sarebbero stati indotti in errore «sul mancato svolgimento dei lavori a regola d'arte, sulla effettiva consistenza dei lavori, sul costo nonché sulle modalità dell'intervento».

9 novembre 2015
da www.ilmessaggero.it

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