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Scioglimento «per mafia». Cosa succederà nel X Municipio

Le competenze ai tre prefetti nominati

Sergio Mattarella dovrebbe firmare il provvedimento del Viminale entro pochi giorni, poi lo scioglimento per mafia del X Municipio sarà realtà. Prima ci sarà il passaggio della misura straordinaria alla Corte dei Conti per l’approvazione delle spese previste, infine la firma sul Decreto del Presidente della Repubblica. A inizio settembre il municipio del mare di Roma sarà «congelato» almeno dal punto di vista politico. La squadra di commissari prefettizi scelta dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, seppur di nomina comunque politica sarà autonoma (escluso il rapporto col Prefetto Gabrielli) nella gestione dell’ampio territorio tra Ostia, Acilia, Infernetto, Dragona.
A coordinare la commissione sarà Domenico Vulpiani, già capo della Digos di Roma: al suo fianco Rosalba Scialla, ex viceprefetto di Crotone e già commissario a Corigliano Calabro e Siderno, e Maurizio Alicandro che dal 2005 ha vigilato sul primo comune laziale sciolto per mafia, Nettuno. È a questo triumvirato che dovranno rivolgersi i 300mila abitanti del lido. Il primo addio è per Silvia Decina che torna nello staff di Ignazio Marino. Negli ultimi mesi (dalle dimissioni del presidente del X, Andrea Tassone, poi arrestato), era lei a tenere i rapporti con i cittadini sulle necessità del territorio. Bandi e spiagge escluse che erano e resteranno, in parte,«affare» di Alfonso Sabella. Non più però «supplente» di Ostia: l’assessore capitolino alla Legalità manterrà la delega sul Litorale. «La tolse al Comune la giunta Alemanno, un errore perché consegnava la gestione delle spiagge al presidente del municipio. - spiega Sabella - Perché il mare di Ostia è il mare di Roma e da Roma deve essere gestito». Come è andata è noto: bandi per le spiagge affidati alle coop di Salvatore Buzzi.
I riferimenti dei cittadini del X Municipio saranno quindi i tre prefetti, impegnati però anche nella complessa opera di «decontaminazione» di un territorio inquinato dalle mafie, che hanno stretto in una morsa letale il tessuto socio-economico buono del lido. E lo hanno fatto per anni, sotto gli occhi dei partiti alla guida della Capitale: inchieste, rapporti dell’Antimafia, allarmi scattati ma rimasti inascoltati. Fin quando non è stato troppo tardi. I commissari potranno raccordarsi con la struttura amministrativa del X municipio. I vertici degli uffici tecnici, rinnovati dal sindaco Marino dopo Mafia Captale, dovrebbero restare: per gli abitanti tutto come prima, uffici aperti inclusi. Solo che per ogni voragine che si aprirà, l’ultima parola su bandi e lavori spetterà al Vulpiani-team. Sabella continuerà a occuparsi di spiagge e stabilimenti.
Lotta alle mafie a parte, le emergenze del litorale non sono poche. Dissesto idrogeologico (arrivano inverno e alluvioni), buche, rifiuti, sicurezza. Poi, le cose lasciate in sospeso dalla gestione ad interim del Campidoglio dopo aver scaricato Tassone: gli abusi sulle spiagge di Castelporziano e Capocotta vanno sostituiti con nuovi bandi, il «lungomuro» da alternare alla vista sul mare. Secondo il Testo Unico Enti Locali, che regola lo scioglimento, la commissione può adottare entro 60 giorni dall’insediamento un piano di priorità di interventi, relativi a opere «indifferibili» e importanti; potrà anche revocare delibere e bandi già partiti.
A giorni, con la firma del Presidente Mattarella, lo scioglimento sarà ufficiale e arriveranno a stretto giro i commissari. Quanto rimarranno? Dipende. Dagli interventi necessari come dalle difficoltà che incontreranno: da regolamento, tra i 18 mesi a 3 anni. Il X Municipio potrebbe tornare al voto a partire dalla primavera del 2017. E gli «ex»? I consiglieri eletti nella giunta Tassone di ogni colore politico potranno ricandidarsi ma solo se non hanno «parte in causa nello scioglimento». Le responsabilità politiche - allarmi mai lanciati o sottovalutazioni di molte situazioni - quelle, sono altra faccenda.

Autore Valeria Costantini
29 agosto 2015
da www.corriere.it

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