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Infernetto

Zona urbanistica del XIII Municipio di Roma, la cui popolazione è di circa 25.823 abitanti, si estende sul lato orientale di Via Cristoforo Colombo, di fronte alla zona di Casal Palocco. L'area del quartiere include le due zone diversificate di Castelfusano e dell'Infernetto per un'estensione che va dalla tenuta di Castelfusano, estesa fino al mare, a quella del Presidente della Repubblica di Castelporziano. La spartizione del territorio secondo il catasto Alessandrino del 1660, senza la minima apparizione della denominazione "Infernetto", divideva così la zona: Tumoletto, Quarto del Casale, Spinerba, Macchia del Guerrino, Fusano.

Il nome attuale, Infernetto così insolito, è frutto dell'uso che veniva fatto di grosse carbonaie nella zona che, impegnate per produrre lentamente carbone, producevano grandi fuochi che rendevano, viste da lontano, l'idea dell'inferno.

In passato, prima della bonifica delle paludi, esistevano in questa zona sporadici insediamenti abitativi, costituiti da gruppi di capanne di legno e frasche, utilizzate nella stagione invernale da boscaioli, cacciatori e soprattutto da carbonai. Gran parte del fabbisogno di carbone, che a quei tempi costituiva una delle maggiori fonti di energia, veniva infatti soddisfatto da un numero non trascurabile di carbonaie attivate in quell'area per la disponibilità della legna e dell'acqua necessarie. Le carbonaie, ricordiamo, venivano realizzate formando una catasta di legna di circa tre metri d'altezza, che veniva poi coperta con uno strato di terra di trenta, quaranta centimetri. La catasta terminava con un foro in cui veniva inserito un tubo che aveva la funzione di camino sfiatatoio. La combustione era rallentata da continue irrorazioni d'acqua ed il processo di produzione di carbone durava circa otto giorni. Si tramanda che il nome Infernetto sia stato dato a questa zona proprio per i fumi delle carbonaie che si potevano vedere da tutta la città.

Fonti:

Infernetto.info: Genesi della formazione della Borgata Infernetto

Wikipedia

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